BATTISTERO DEGLI ARIANI   APERTURA AL PUBBLICO DAL 1 MAGGIO 2021
Piazzetta degli Ariani 48121 Ravenna
Direzione e uffici:
0544 543710 / 543720

Corpo di guardia: 0544 543724

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Web & social

https://www.facebook.com/bat.ravenna/

 

Per informazioni, prenotazioni e acquisto biglietti 
Telefono: +39 320 9539916
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ORARI DI APERTURA

Dal LUNEDI’ al SABATO dalle ore 9:00 alle 12:00

 

a partire da venerdì 1 ottobre
da lunedì a domenica > 9.00 - 12.00


Sabato 25 settembre > Apertura straordinaria > 15 - 19 (ingresso 2 euro)

Domenica 26 settembre > Apertura straordinaria 15 - 19 (ingresso 2 euro)

Venerdì 22 ottobre > Apertura serale 19.30 - 23.30 (ingresso gratuito in occasione dell'iniziativa Notte d'Oro)

chiuso nei giorni 1 gennaio, 25 dicembre

MODALITA' DI ACCESSO:

In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti previste per tutti i luoghi di cultura italiani (rif. D.L. del 23 luglio 2021) dal 6 agosto 2021 per l’accesso al sito è obbligatorio il possesso del Green Pass o di documentazione equivalente dalla quale si evinca lo status vaccinale e la data di scadenza dello stesso o il risultato di un tampone di controllo Covid con validità 48 ore.

- n. 2 visitatori singoli ogni 10 minuti (12 persone all’ora) che verranno indirizzati dagli AFAV disposti lungo il percorso;

- i visitatori appartenenti a nuclei familiari o a coppie potranno accedere insieme;

- i gruppi precomposti potranno accedere fino ad un massimo di 8 componenti;

- i gruppi guidati (dotati di adeguati sistemi audio) potranno seguire la spiegazione della guida nel piazzale antistante, evitando assembramenti, dopodichè potranno accedere all’interno a due a due;

  • Al fine di gestire i flussi e di effettuare un controllo numerico anche di singoli sarà richiesta la prenotazione anche con un preavviso di minuti 30 ai numeri + 39 320 9539916 o + 39 388 8783020 oppure tramite il sito www.ravennantica.it
  • Per l’acquisto dei biglietti restano in essere le modalità di prenotazione e pagamento online attraverso il sito del Concessionario www.ravennantica.it, per coloro che si presenteranno senza biglietto resterà attiva  la bigliettazione in loco e l’ingresso avverrà compatibilmente alle contingentazioni indicate e privilegiando i prenotati.
  • A tutti i visitatori verrà rilevata la temperatura corporea 
  • non sarà consentito l’accesso qualora si riscontrassero sintomi influenzali di sorta;
  • tutti i visiatori dovranno indossare mascherine chirurgiche e igienizzare le mani all’ingresso


 

 

Si comunica che questo istituto s'impegna per offrire al pubblico un orario di visita quanto più esteso possibile, nel rispetto dei criteri per l'apertura al pubblico, la vigilanza e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali previsti dal D.M. del 30 giugno 2016, in attesa che vengano espletate le previste procedure concorsuali finalizzate al superamento delle attuali carenze organiche e al conseguente incremento del personale in servizio.


 

 

Carta della qualità dei servizi (aggiornata a Settembre 2021)

Ingresso

intero € 2,00

gratuito per tutti i cittadini di età inferiore a 18 anni e ogni prima domenica del mese.

sono previste ulteriori agevolazioni per l'ingresso

 

Accessibilità

Sono stati ripristinati i percorsi attrezzati (piattaforma elevatrice) per il superamento delle barriere architettoniche

 

Servizi

all’esterno del monumento è presente un totem contenente informazioni storico-artistiche sul monumento

 

 

 

IL BATTISTERO DEGLI ARIANI 

 

battistero degli ariani

 

Questo edifico è un unicum: nessun’altro battistero dedicato al culto ariano è giunto fino a noi.

Fu costruito presumibilmente per volontà di Teodorico (493-526) come battistero dell’antica cattedrale ariana, oggi chiesa dello Spirito Santo, che sorge nelle sue vicinanze. Sebbene la data precisa di costruzione del battistero non sia certa, cattedrale e battistero vennero rappresentati nel mosaico della chiesa palatina del re Teodorico (oggi S. Apollinare Nuovo) databile intorno al 520.

Il dominio dei re goti su Ravenna durò alcuni decenni, ma con esso terminò anche l’arianesimo in città, bollato di eresia e bandito dalla chiesa ortodossa bizantina. Dopo la cacciata degli Ostrogoti da Ravenna e a seguito della conquista bizantina (554), l’edificio venne riconciliato al culto ortodosso e dedicato alla Vergine Maria. Da qui deriva il nome di Santa Maria in Cosmedin con il quale venne identificato a partire dal VII secolo e la denominazione di Monasterium Sanctae Mariae con la quale lo ricorda il protostorico ravennate Andrea Agnello nel IX secolo.

Nell’XI secolo l’edificio fu preso in consegna, insieme con la vicina chiesa dello Spirito Santo, dai Benedettini; nel Rinascimento fu dato in commenda al clero secolare e dal 1608 fu affidato alle cure dei Teatini. Nel XVII secolo venne inglobato a un adiacente edificio e costituì insieme a esso l’Oratorio della Confraternita della Croce. Alla fine dell’Ottocento, avendo perso ogni funzione di culto e circondato da superfetazioni, l’edificio fu venduto a privati. L’antico battistero rischiò di essere adibito a magazzino, destino scongiurato grazie all’acquisizione da parte dello Stato nel 1914. Tra il 1916 e il 1919 fu interessato da lavori di restauro che fornirono importanti informazioni sull’assetto architettonico originale; vennero così ripristinate, ove possibile, le parti demolite e si riportò in luce ciò che restava delle antiche murature. Quello che oggi vediamo è solo la parte centrale della costruzione antica, che appariva più ricca e articolata; originariamente infatti il battistero era circondato da un ambulacro anulare coperto da una volta, che si interrompeva solo sul lato orientale, in corrispondenza dell’absidiola più grande. Sono ancora visibili all’esterno, in corrispondenza delle absidi minori, gli arconi che servivano all’innesto delle volte.

Alla fine degli anni ’50 del Novecento con la demolizione dell’ex oratorio e delle strutture adiacenti e con la chiusura al traffico della piazzetta, si restituì dignità all’antico polo religioso ariano, nonostante le molte manomissioni. Il battistero ha pianta ottagonale, diffusissima nei battisteri tardoantichi, animata da quattro absidi, numeri carichi di significati simbolici. L’aspetto complessivo dell’esterno è semplice: nulla prepara alla magnificenza della decorazione musiva interna, anticamente più articolata e ricca.

L’impostazione iconografica del mosaico denuncia l’influsso del programma figurativo attuato, pochi decenni prima, all’interno del battistero annesso della cattedrale cattolica, denominato Neoniano, ma se ne differenzia sia per il mutato gusto artistico che per il diverso influsso delle correnti filosofiche, in particolare per l’affermarsi della dottrina ariana. Questa eresia riguardante la natura del Cristo trovò grande diffusione tra le popolazioni germaniche e si riaffermò a Ravenna con la dominazione dei Goti. Al centro della cupola campeggia un medaglione: al suo interno è raffigurata, come si conviene ad un battistero, la scena del battesimo di Cristo, costruito intorno a tre personaggi come da tradizione. Al centro Gesù è immerso nudo nelle acque del Giordano, mentre il Battista gli impone la mano sulla testa, secondo l’antico rito. Dall’alto scende la colomba divina, ad irrorare con un soffio di luce il capo del Cristo (secondo altre interpretazioni, con un fiotto di acqua lustrale). A destra è collocata la figura di un vecchio con barba e capelli bianchi, rappresentato con torso nudo e la parte inferiore del corpo ricoperta da un drappo verde. Il personaggio simboleggia il fiume Giordano, con attributi che derivano direttamente dall’iconografia ellenistica delle divinità fluviali personificate. Infatti la figura si appoggia a un vaso rovesciato, dalla cui bocca defluisce l’acqua e regge in mano una canna palustre, mentre sulla sua testa spuntano le rosse chele di un granchio, che rappresentano gli elementi della vita acquatica.

Mentre la scena centrale è un’esaltazione del sacramento battesimale, la fascia periferica è dominata da un maestoso corteo di apostoli che paiono avanzare con ritmo cadenzato su fondo aureo, intervallati da raffigurazioni di palme. Vestiti secondo la foggia degli antichi romani, sorreggono ciascuno una corona, simbolo di vittoria, con le mani ricoperte, in segno di rispetto, da un drappo bianco, il pallio. Sono distinti in due schiere che si dirigono, con S. Pietro e S. Paolo capifila, verso un grande trono aureo riccamente decorato e occupato da una croce.

Pietro e Paolo, a differenza degli altri apostoli, sono ben caratterizzati nei volti e identificati mediante gli attributi canonici: l’uno tiene in mano le chiavi e l’altro i rotoli. Il trono, culmine simbolico del corteo, è un motivo iconografico antico mutuato dall’arte cristiana come prefigurazione dell’etimasia: sottintende la presenza invisibile del Cristo e rappresenta simbolicamente il trono sul quale egli siederà nel giorno del giudizio finale. Qui però l’iconografia è arricchita da elementi inconsueti che potrebbero modificarne l’interpretazione in chiave ariana: sul sedile, coperto da telo un bianco, è collocato un cuscino di porpora che accoglie la grande croce ornata di gemme, da cui pende un drappo purpureo. Tali elementi potrebbero essere simbolici delle sofferenze patite sulla croce e quindi alludere alla natura umana del Cristo.

Dal 1996 il Battistero degli Ariani fa parte dei monumenti tutelati dall’Unesco.